Icone del Ciclismo: Lo Stelvio

Icone del Ciclismo: Lo Stelvio

Il Passo dello Stelvio è sicuramente una delle icone più conosciute nel mondo del ciclismo, almeno per quanto riguarda i luoghi e le leggende. Teatro di sfide che hanno fatto la storia del Giro d’Italia, è stato spesso incluso fra le tappe delle varie edizioni. Nei circa 21 km che compongono la salita dal versante Lombardo sulla Statale 38 si riesce ad accumulare un dislivello che supera i 1500 metri, con pendenze che oscillano fra il 7% e il 12%. Il versante Altoatesino si rivela ancora più duro, con 1800 metri di dislivello spalmati su circa 26 km. D’altronde stiamo parlando del valico stradale più alto d’Italia, e il secondo più alto d’Europa. A un’altitudine di 2758 metri sul livello del mare, il Passo dello Stelvio è meta ambita da ciclisti da tutta Europa, cicloamatori e professionisti, desiderosi tanto di visitare il teatro di molte leggende quanto di mettersi alla prova su una delle salite più difficili al mondo, composta da 36 o 48 tornanti a seconda del versante di salita. Come se non bastasse, la successiva discesa è costellata di gallerie, un incubo per il ciclista in velocità.

Lo Stelvio ha acquisito la sua fama in vari modi, dal Parco Nazionale che gli dà il nome alla moda dello sci che ha preso piede con la diffusione dei mezzi automobilistici, i quali permettevano ora di raggiungere comodamente i tremila metri di altezza. Per noi che siamo appassionati di ciclismo, però, ciò che subito salta alla mente appena sentiamo questo nome sono le scalate epiche avvenute nelle varie occasioni in cui il passo è stato inserito nel Giro d’Italia. Pensiamo infatti a Coppi che nel ‘53 stacca Koblet in salita a pochi chilometri della vetta, vincendo la tappa, recuperando la prima posizione in classifica proprio da quest’ultimo, e assicurandosi la vittoria finale del Giro.

Dal 1965 si definisce Cima Coppi la tappa più alta del Giro, la cosiddetta tappa di montagna, e ogni volta che lo Stelvio vi ha preso parte ha necessariamente ottenuto questa nomea, essendo il passo stradale più alto d’Italia. In tutto sono state dieci le sue apparizione.

Particolarmente curiosa, e forse anche un po’ sadica, è stata l’edizione 1975, nella quale il passo dello Stelvio ha coinciso con l’ultima tappa del Giro. Il duello finale, fra Bertoglio e Galdòs, vide la vittoria di tappa del primo ma la vittoria del Giro del secondo. Memorabile la foto del traguardo, con il secondo arrivato che esulta, e non il primo. Curiosa forse anche l’edizione del ‘61, che vide un vincitore, Pambianco, in grado di portare a casa il titolo finale senza mai vincere una tappa, ma che arrivò secondo, contro ogni aspettativa, proprio alla tappa dello Stelvio. L’edizione del ‘65 si rese invece memorabile per una delle tipiche inconvenienze di queste quote altimetriche: il clima imprevedibile. Il 4 Giugno, a quest’altezza, il clima è ancora instabile, ed è possibile, anche se raro, assistere alla neve, e infatti fu propria una slavina a fare sospendere una gara caratterizzata da forti venti e nevicate. Lo Stelvio continuò poi in tutte le edizioni a confermarsi una tappa durissima, dalla quale escono gli scalatori più duri, e che ogni volta regalano duelli d’eccezione scanditi dal ritmo dei suoi continui tornanti.

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