Singlespeed: pro e contro di un trend in crescita.

Singlespeed: pro e contro di un trend in crescita.

Vogliamo inserirci in un dibattito sempre più vivo nel mondo del ciclismo, ovvero se e come una singlespeed o monomarcia valga la pena anche su una mountain bike, oltre che su una comoda citybike. Il problema di queste biciclette può sembrare ovvio se consideriamo che una sola marcia implica un margine di velocità obbligato di pochi km/h, ma la realtà è ben più complessa.

Partiamo con le considerazioni più ovvie. Pedalare senza un deragliatore nel fuoristrada si rivelerà indubbiamente molto più duro, e sarà necessaria molta più tecnica ed abilità, soprattutto nello sfruttare il momento, la gravità e l’inerzia. Chi ne predica il risparmio rispetto a biciclette più sofisticate forse non tiene conto che si tratta comunque di una bicicletta che richiede tecnica ed esperienza, qualcosa che si matura col tempo, facendosi le ossa sulle entry level prima, e su modelli più costosi poi. In altre parole sarà semplicemente una ulteriore bicicletta, un costo aggiuntivo.

Detto ciò, le singlespeed non sono forse da escludere a priori. Sono in tanti, anche e soprattutto esperti, a utilizzarle con continuità, alcuni addirittura le preferiscono ai modelli tradizionali. Non dubitiamo che ci sia dietro una sorta di impeto identitario, visto che andare in singlespeed è più difficile, e quindi ci saranno ciclisti che ne traggono un orgoglio personale. Questa difficoltà si rivela però utile sotto certi aspetti non da trascurare. Senza il supporto delle marce dobbiamo infatti imparare a leggere bene il terreno, sfruttare la gravità e approfittare di tutte le irregolarità del terreno per guadagnare velocità. La tensione resta sempre altissima, e il carico sulle gambe in alcuni punti può diventare difficile da sostenere. Questo, nel caso di un atleta che pratichi la mtb a certi livelli, può aiutare molto a migliorarsi tanto nella tecnica quanto nel fisico. Ci vuole determinazione, soprattutto nel medio e lungo termine, ma i risultati possono essere quelli sperati. Una volta che avremo effettivamente capito come funziona la gravità, una volta in sella a una bicicletta con svariati rapporti, saremo più efficienti nel gestirli, e di fatto i tempi miglioreranno.

La marcia unica non deve poi essere necessariamente così dura, e siccome spesso queste singlespeed sono bici custom possiamo scegliere il rapporto che ci viene più congeniale. D’altronde sono tanti i praticanti del cross country che sfruttano giusto due o tre rapporti sui tanti che hanno a disposizione. Chi pedala per piacere, semplicemente per visitare posti o per stare un po’ in forma, spesso si limita a una 1:1 per le salite e una 2:1 per i pochi tratti semi-pianeggianti, mentre in discesa si lascia andare. In questo caso una singlespeed ben tarata può portare qualche vantaggio, in particolare se guardiamo al peso generale della bicicletta, ben più ridotto. Inoltre, l’assenza di un deragliatore implica meno problemi di manutenzione, e il ciclista occasionale è meno preparato della media sotto questo aspetto.

La pedalata di una singlespeed si distingue anche per la fluidità e la silenziosità, e se decidiamo di limitarci a lunghe ciclovie nella natura poco impegnative, senza tratti tecnici o strappi improvvisi, possiamo effettivamente avere un’esperienza diversa. L’obbligo di mantenere un certo ritmo porta in questo caso a staccare mentalmente dalla pedalata, permettendoci di immergerci nello spazio che ci circonda. Andremo forse più piano, sempre che abbiamo scelto un rapporto per la nostra bicicletta abbastanza rilassato, ma ne guadagneremo in relax. Fermo restando, però, che in casi come questo, basterebbe forse limitarsi a utilizzare la propria mtb come se fosse una monomarcia, o comunque chiunque pedali con queste prospettive tende naturalmente a trovare un ritmo confortevole e portarlo avanti, quindi una singlespeed non è di per sé necessaria, ma costituisce comunque un vantaggio in termini di peso e di manutenzione.

In sostanza la singlespeed non è per tutti, e bisogna sceglierla sapendo quello a cui andiamo incontro, ma ha qualcosa da dare un po’ a tutti. Il ciclista che decide di portare la propria abilità nella mtb a un livello superiore può approfittare della singlespeed per affinare tecnica e fisico, ma deve comunque alternare e studiare bene un piano di allenamento. Il cicloamatore o il cicloturista può invece con una singlespeed ottenere un buon mezzo a un budget ristretto, fermo restando che può comunque accontentarsi di una entry level. Difficile prendere una posizione netta, ma di sicuro i fan delle singlespeed sembrano appassionarsi molto, e divertirsi ancora di più. E forse è proprio questa l’unica cosa che conta.

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